
“Tutti sanno che non ci possono sottovalutare”. Parola dell’ex pibe de oro. Siamo alle solite. Come prima di ogni mondiale che si rispetti, ecco arrivare i consueti proclami da Buenos Aires. L'Argentina, la delusione degli ultimi quattro campionati del mondo, ci riprova, per lo meno a parole. E Diego Armando Maradona, il commissario tecnico più discusso che la storia recente della nazionale albiceleste ricordi, ha lanciato la sua personale propaganda in diretta tv. Niente da dire su di lui come uomo di sport, per carità, che è stato probabilmente il calciatore più forte di sempre. I dubbi nascono però sulle sue effettive qualità come selezionatore. Poco più di due anni alla guida della nazionale sudamericana e ben 108 giocatori convocati. Che abbia avuto le idee leggermente confuse è tutto dire. Ora però “la lista dei 23 è quasi pronta”. L'attacco è da far girar la testa: Messi, Higuain, Aguero e Carlitos Tevez. A loro si aggiunge il pupillo del tecnico, il non più giovanissimo Martin Palermo. Trentasette anni da compiere, una carriera con pochi alti (per lo più in sudamerica) e molti bassi. A farne le spese a questo punto dovrebbe essere Diego Milito. Scelta piuttosto discutibile (per usare un eufemismo) vista la stagione del "Principe". Potrebbero restare a casa inoltre anche altri nomi eccellenti: Esteban Cambiasso e Javier Zanetti su tutti. A mio modestissimo parere (e chissà, magari verrò smentito in futuro) anche quest'anno la nazionale sudamericana ha un grosso handicap: il suo allenatore. D'altronde come dice un famoso proverbio: "Paese che vai, Lippi che trovi".
Michele Pisani

Nessun commento:
Posta un commento