martedì 13 luglio 2010

Enhorabuena!


El beso "de pelicula" en directo entre Iker Casillas y su novia (la periodista de Tele 5) Sara Carbonero!

España entera se va de borrachera!


Gracias a un goal de Andres Iniesta en el minuto 116, España es campeón del mundo por primera vez en la historia. La seleccion iberica escribió con oro su nombre en la lista privilegiada del fútbol. España, que hasta Sudáfrica 2010 había sido cuarta en Brasil 1950 como mejor resultado, ha ganado su primer título de la Copa del Mundo en su primera final. Enhorabuena!!

Cachavacha


Diego Forlan, soprannominato "el cachavacha" per la somiglianza con un cartone animato argentino, è il migliore giocatore di Sudafrica 2010. Per lui in questo mondiale 5 goal. L'ultimo, segnato contro i tedeschi (di pregevole fattura tra l'altro), non ha purtroppo permesso al suo Uruguay di centrare il terzo posto. Nella finalina la Germania si è imposta contro i sudamericani per 3-2.


domenica 11 luglio 2010

Caos Sud Africa III…

La resa dei conti!

Un mese fa sono iniziati i Mondiali in Sudafrica. Prima e durante il Mondiale non si sprecati le ansie, le preoccupazioni e le voci sfiduciate (anche la mia): il Sudafrica e indirettamente l’Africa, non è pronto - né dal punto di vista organizzativo, né dal punto di vista della sicurezza - ad ospitare il principale evento sportivo che si fosse mai organizzato in Africa. La sfiducia, il pregiudizio organizzativo e strutturale era più che evidente ma anche lecito pensarlo vista il clima della congiuntura economica-politica in cui versava e versa il paese (vedi anche http://nextstopsouthafrica.blogspot.com/2010/05/caos-sudafrica.html e http://nextstopsouthafrica.blogspot.com/2010/06/caos-sud-africa-ii.html n.d.r) .

La Coppa del mondo era per il Sudafrica un biglietto per l'entrata tra le nazioni che contano e il peso della posta in gioco era talmente pesante che si rischiava di fallire l’unico colpo a disposizione dell’organizzazione: la perfezione nell’organizzazione della Kermes Mondiale.


Gli incidenti durante l'allenamento della Nigeria a Soweto, la domenica prima dell'inaugurazione, erano stati accolti con una punta di soddisfazione da alcuni: il Mondiale non è ancora iniziato - si diceva - ma già si dimostra che il Sudafrica non è pronto. Per mesi e anni ci siamo affannati nel ricordare i ritardi nella costruzione degli impianti, consegnati alle autorità organizzati solo 4 mesi prima del “fischio d’inizio” del Mondiale. “Uno scandalo” se paragonata ai alla predente organizzazione di Germania 2006, dove ci siamo dimenticati di ricordare che “gli operai avevano finito di verniciare gli spogliati un giorno prima dell'inaugurazione”.

Danny Jordan, il presidente del Comitato organizzativo locale dei Mondiali 2010, lo aveva già detto:
"Il progetto con cui il Sudafrica si è presentato alla FIFA era tecnicamente più avanzato di quello della Gran Bretagna, e dello stesso livello di quello della Germania. Ma al Sudafrica è chiesto di dimostrare di valere molto di più", perché al Sudafrica non si possono applicare gli stessi standard che si applicano a nazioni più sviluppate. L'Africa, con il suo sottosviluppo e la sua povertà che visti dal Nord del mondo paiono mostruosi, gioca in categorie differenti da quelle del mondo organizzato, razionale e solido.

Ora che il Mondiale sta finendo, si può dire con forza quanto chi ha creduto nel sogno sudafricano sostiene da tempo:
il Sudafrica era pronto, è il mondo che fa fatica ad accettare la presenza sudafricana nel club delle nazioni da considerare. Fino a oggi, nessun incidente ha rovinato oggi la festa dei tifosi. I livelli di criminalità, che tanto impensierivano soprattutto i giornalisti internazionali (le prime stime dicono che in Sudafrica il secondo settore che ha ricavato maggiori benefici dai Mondiali è quello della sicurezza privata, a causa della grande domanda di guardie del corpo armate sostenuta dalle richieste soprattutto dei giornalisti), non hanno lasciato tracce eclatanti. Anche le ombre di un attentato sembrano non essersi mai concretizzate.

La partecipazione entusiasta e oceanica dei cittadini sudafricani alla Coppa del mondo, il commovente orgoglio nell'ospitare l'evento sportivo,
la delusione nel vedere i Bafana-Bafana sconfitti, sono state tutte tappe magiche di questo Campionato mondiale. Se si considerano questi momenti, si può dire che il Sudafrica è andato ben al di là di qualsiasi aspettativa, regalandoci un Mondiale ricco di emozioni e speranze, che nessun altro Paese ospitante avrebbe potuto rappresentare meglio. L’ultimo grande tributo va fatto però a tutti quegli operai che hanno lavorato per 14 ore al giorno per consentire questo “show mondiale” di cui non ha parlato ancora nessuno…loro (previsioni del “Polpo Paul” a parte) hanno già vinto!

Marco Iorio

sabato 10 luglio 2010

Ci siamo quasi.

Olanda e Spagna saranno le finaliste di Sudafrica 2010. Gli iberici hanno sconfitto la giovane e forte Germania di Ozil & co. per 1 - 0, grazie a una rete di Puyol. L'Uruguay invece ha dato parecchio filo da torcere agli orange, ma il risultato finale non li ha premiati. 3-2 per gli olandesi. I sudamericani si giocheranno questa sera il terzo posto contro i tedeschi.

Intanto il polpo Paul ha deciso, Spagna campione del mondo... ci giochiamo tutte le nostre fortune sugli uomini di Del Bosque?


Michele Pisani

martedì 6 luglio 2010

Un salto in semifinale.



Spagna - Paraguay 1 - 0
Argentina - Germania 0 - 4

domenica 4 luglio 2010

Grande Olanda: adeus, Brazil!


A Port Elizabeth l’Olanda di Sneijder e Robber fa fuori la Nazionale verdeoro e si prenota un posto per la semifinale dei Mondiali. Al gol di Robinho, assist di Felipe Melo, risponde…lo stesso Melo: lo juventino infatti regala il pareggio agli “Oranje” sugli sviluppi di un traversone di Wesley Sneijder. Nel secondo tempo poi, ancora Melo si rende protagonista per un pestone a Robben che gli costa il cartellino rosso. Poco prima era però arrivato il vantaggio dell’Olanda grazie ancora a Sneijder, che da calcio d’angolo impattava di testa giusto per infilare la porta difesa da Julio Cesar. Risultato finale: 2 a 1 per la squadra di Van Marwijk, che vendica la sconfitta in semifinale di Francia ’98 proprio contro il Brasile (in quel caso si finì ai calci di rigore). Un piccolo commento sulle scelte di Dunga è doveroso farlo, ma la colpa complessiva è anche di chi è sceso in campo, tra cui Kaka, che non è mai entrato in partita in questi Mondiali. La stella del Real Madrid medita addirittura un precoce addio alla maglia della Nazionale del Brasile. Fallimento enorme in casa verdeoro.

Nell’altro quarto di finale di venerdì 2 luglio, non sono bastati 120 minuti e un pareggio per 1 a 1 tra Uruguay e Ghana per decretare la sfidante dell’Olanda. Dagli 11 metri hanno la meglio i sudamericani ma i rimpianti per la nazionale africana sono tanti: all’ultimo minuto dei tempi supplementari, Gyan Asamoah, autore di tre reti in questo mondiale, ha spedito sulla traversa un calcio di rigore. Doppia amarezza, anche perché lo stesso Ghana era passato in vantaggio grazie a Muntari nel recupero del primo tempo, salvo poi farsi riprendere al 10° minuto della ripresa da Diego Forlan. Da lì fino alla fine dei supplementari nient’altro e poi festa per la Nazionale di Oscar Tabarez. Dunque, l’Uruguay dopo 40 anni torna a giocarsi la possibilità di accedere alla finale Mondiale.

Graziano Rossi