sabato 22 maggio 2010

Southafrica 2010 is coming up...

Ecco alcuni dei campioni di Sudafrica 2010... I nomi? Didier Drogba, Wayne Rooney, Cristiano Ronaldo... insomma, bazzecole...

lunedì 17 maggio 2010

Gli stadi dei Mondiali


Visualizza Stadi Sudafrica 2010 in una mappa di dimensioni maggiori

In un evento così importante come il Campionato del mondo, anche gli impianti fanno la loro parte, e quelli sudafricani non saranno da meno per bellezza e speriamo, efficienza.

La città più grande del Sudafrica, Johannesburg, grazie a due stadi, sarà il centro nevralgico dei Mondiali, anche perché ospiterà la prima partita e la finale dell’11 luglio prossimo. L’Ellis Park Stadium, dove di solito gioca la locale squadra di rugby dei Golden Lions, è uno dei campi più vecchi del Sudafrica, inaugurato nel lontano 1928. 70 mila posti a sedere, ospiterà in totale 7 match, tra cui la terza dell’Italia nel girone F, quella tra gli azzurri e la Slovacchia. L’altro stadio di Johannesburg, lo FNB Stadium, è invece lo stadio più capiente, con i suoi 94.700 spettatori a sedere, uno degli impianti più grandi del mondo. Inaugurato nel 1989 ma ristrutturato nel 2009 proprio per i Mondiali, all’interno del Coca Cola Park, altro nome dello stadio, si giocheranno 8 partite, tra cui come già detto, il match di inaugurazione tra Sudafrica e Messico e la finalissima.

A Città del Capo le Nazionali si godranno il Green Point Stadium ma anche l’oceano, visto che l’impianto della capitale sudafricana affaccia proprio sull’Atlantico. Demolito nel 2007 e ricostruito completamente in occasione della Coppa del mondo, il nuovo stadio ha una capacità di 69.070 spettatori. Altra particolarità del Green Point Stadium, oltre alla presenza del mare, l’impatto ecologico: si trova infatti all’interno di un parco con una superficie di 60 ettari. Città del Capo complessivamente ospiterà 8 match mondiali, fino alle semifinali.

Nella mappa qui sopra, ecco anche gli altri 7 stadi dei Mondiali… buona visione!


Graziano Rossi


Dedicato al Pibe..




venerdì 14 maggio 2010

Il Mondiale degli esclusi!


Incredibile davvero…

Il Mondiale che si svolge ogni quattro lunghi anni è da sempre il momento di massima espressione calcistica di ogni paese “calciofilo” , motivo per cui tutti i vari ct nazionali si ingegnano, si adoperano e supplicano i vari club, per poter portare con se i talenti migliori del proprio calcio.

Quest’anno no! Secondo una patologia di delirio collettivo, definita da molti esperti del settore “psico-tattica”, per questa edizione del Mondiale si è deciso di non badare al talento, l’estro, la fantasia (e quindi alla vera essenza del calcio, aggiungiamo noi) per far largo ad un mero “spirito operaio” o peggio ancora “provinciale”. Spirito, quello provinciale che già si oppone, quantomeno semanticamente, alla competizione che si va ad affrontare, ovvero il Mondiale. Quindi giocare un Mondiale con una squadra provinciale già precluderebbe, a rigor di logica, un qualsiasi positivo risultato!

Ma la storia ci insegna che il calcio è tanto logico quanto irrazionale e per questo che guardiamo con amarezza ma non con scandalo, alle singolari convocazioni delle maggiori nazionali che parteciperanno alla spedizione sudafricana.

La palma d’oro delle convocazioni più “strambe” ovviamente non si può non dare all’ex Pipe de Oro, Diego Armando Maradona (al quale avevamo già dedicato un articolo qualche giorno fa) che è riuscito a non convocare Cambiasso e Zanetti, due colonne portanti dell’Inter cannibale, unica squadra in corsa su tutte le competizioni a disposizione di un club. Inoltre riesce ancora a tenere in bilico la partecipazione del Principe Diego Alberto Milito, altro Fenomeno dell’annata d’oro dell’Inter di Moratti a favore del “bollito” Martin Palermo 37enne che farà compagnia a Veron (35 anni) e soprattutto “l’ectoplasma viola” Bolatti (9 presenze nel campionato italiano 0 reti, 0 assist).

Enigmatico invece Dunga che aggrotta le sopracciglia, fa la faccia dura e lascia a casa Ronaldinho (alla miglior stagione da tre anni ad oggi) Adriano e al talento dei giovani Pato e Diego. I quattro numeri 10 verdeoro faranno largo all’impalpabile Julio Baptista (1 goal in questo campionato), Felipe Melo (peggior giocatore della Juventus di Ferrara e Zaccheroni) e il redivivo Gilberto Silva.

Non meno esilarante il Galletto Raiymond Domenech che lascia a Madrid il bomber Benzema, insieme al romanista Menez e David Trezeguet ma se per loro si può parlare di una stagione non proprio rosea, lo stesso varrebbe per Henry, salito agli onori della cronaca quest’anno solo per la “mano galeotta” che ha condannato l’Irlanda di Trapattoni ma che invece ha già un biglietto prenotato per Johannesburg insieme a Jimmy Briand (Rennes). Alla fantasia ha rinunciato anche l’Olanda che lascia a casa due big come Seedorf e Van Nistelrooy ma in compenso gli Orange quest’anno di talento ne hanno da vendere con Sneijder e Robben (finalisti Champions) .Di diverso avviso invece la penisola Iberica che con i Campioni d’Europa della Spagna non rinunciano a Fabregas, Villa, Xavi e Fernando Torres mentre i cugini portoghesi non si sono sognati di rinunciare alle stelle Ronaldo e Nani. Dal peso di convocazioni scomode è stato esonerato Sir Fabio Capello, con il rebus legato a Beckham che si è risolto con l’infortunio dello Spice Boy, out per i Mondiali.

Infine analizziamo le scelte del nostro Marcello Nazionale. I criteri di selezione di Lippi finalmente sono stati decifrati e Gramellini ha provato a immaginare una sorta di test per la scelta del Mister ai giocatori :

"
Hai talento? Hai fantasia? Hai personalità? Allora resta a casa!"

Volendo proprio semplificare, possiamo veramente dire che questa Nazionale, rispecchia veramente una Nazione intera, ovvero un paese vecchio, con poca volontà di cambiare e soprattutto vietata ai giovani e alle voci fuori dal coro… Intendiamoci: è una nazionale con tanti bravi ragazzi e reduci di Berlino ma mancano disperatamente quei numeri 10 che infiammano le piazze, animano le conferenze stampa pre-gara e soprattutto risolvono le partite. Ma d’altra parte per emulare Vittorio Pozzo, l’unico che ha bissato il trionfo nel 1934 e 1938 e che ha avuto il coraggio di cambiare nove undicesimi di quegli azzurri, portandosi dietro solo Ferrari e Meazza, ci vuole coraggio e soprattutto fantasia. Quella stessa fantasia che ebbe Vicente Feola, selezionatore del Brasile quando gli chiesero che criterio adottasse per mettere in campo Pelè, Garrincha, Vavà, Djalma Santos e lui rispose:"Prima chiamo tutti quelli che sanno giocare a calcio, poi metto gli altri"
.
D’altra parte lui non conosceva la “psicotattica”.

Marco Iorio

...E i nostri avversari?

Dopo aver analizzato il girone degli azzurri, ecco con chi dovranno vedersela i nostri avversari nei loro rispettivi gruppi. Non è stato un sorteggio fortunato per il Brasile di Dunga. I verdeoro affronteranno nel gruppo G, Portogallo, Costa D'Avorio e Corea del Nord. Ci saranno quindi Cristiano Ronaldo e Didier Drogba sulla strada dei pentacampioni, un girone di ferro che potrebbe regalarci delle sorprese. Senza troppe pretese invece la cenerentola del mondiale, la Corea del Nord, che torna a partecipare alla massima competizione dopo ben 44 anni. Un girone ostico è toccato anche alla Germania, inserita nel gruppo D con Serbia, Ghana e Australia. Questo è tra l'altro l'unico degli otto gruppi che è composto interamente da squadre che hanno partecipato anche alla precedente edizione dei campionati del mondo. Alla Spagna campione d'Europa è toccato un girone "vellutato". Il gruppo H (con tre squadre su quattro di madrelingua spagnola) vede oltre agli iberici, Svizzera, Cile e Honduras. La dea bendata è stata benevola anche con la Francia di Domenech. I galletti, che al sorteggio di Dicembre non partivano come testa di serie, sono stati inseriti nel girone dei padroni di casa del Sudafrica (gruppo A) insieme a Messico e Uruguay.

Non dovrebbe avere troppi problemi a passare il turno neanche l'Argentina di Diego Armando Maradona. Il tecnico se la dovrà vedere nel gruppo B, proprio con quella Grecia a cui segnò il suo ultimo goal ai mondiali, nel lontano 1994. Completano il quadro del girone Nigeria e Corea del Sud. Al gruppo E va invece la palma di girone più incerto. Agli ottavi andranno due tra Olanda (leggermente favorita sulle altre), Danimarca, Camerun e Giappone. Infine chiudiamo la "rassegna" con Fabio Capello e la sua Inghilterra. Molto affascinante sarà sicuramente la sfida tra la nazionale albionica e gli Usa. Oltre alle due nazionali anglofone, nel gruppo C ci saranno Slovenia e Algeria. Agli inglesi è probabilmente capitato il girone più tenero di tutta la competizione. E infatti Sir Fabio ha dichiarato : "Se non arrivo in finale, potremo parlare di fallimento". E vista la situazione in cui versano le cosiddette favorite, non ha tutti i torti...

Michele Pisani

martedì 11 maggio 2010

Il girone degli Azzurri

Nel gruppo F l’Italia se la vedrà con Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. Non è un cosiddetto “girone di ferro”, ma i terzi qualificati in Sudamerica e la Nazionale di Bratislava, esordiente ai Mondiali, hanno le carte in regola per passare il turno. La Nuova Zelanda è la “cenerentola” del gruppo, anche se nel 2009 in amichevole mise in difficoltà proprio l’Italia, perdendo per 4 a 3.

Il cammino verso i Mondiali…

Gli Azzurri sono arrivati alla fase finale dei Mondiali senza neanche una sconfitta nel proprio girone di qualificazione, l’ottavo Uefa. Nel raggruppamento composto anche da Irlanda, Bulgaria, Cipro, Montenegro e Georgia, l’Italia ha saputo mantener fede alle promesse da favorita chiudendo al primo posto con 7 vittorie e 3 pareggi. Unici passi falsi, se così si possono chiamare, i match contro l’Irlanda, poi finita seconda, terminati entrambi in parità.

Il Paraguay si è qualificato per il Sudafrica concludendo al terzo posto il girone sudamericano, a pari merito con il Cile e a un solo punto dal Brasile. Il cammino della Nazionale di Asuncion è stato una sorpresa durante le 18 giornate: 10 successi, 3 pareggi e 5 sconfitte hanno dato il “la” al raggiungimento di un obiettivo insperato. Da sottolineare le prestigiose vittorie in casa contro Brasile e Argentina.

Obiettivo Mondiali raggiunto dalla Nuova Zelanda grazie al successo nello spareggio Asia/Oceania contro il Bahrain. La Nazionale “All Blacks” torna a giocarsi una fase finale della Coppa del Mondo dopo quasi 30 anni: l’ultima apparizione risale a Spagna ‘82

Esordio assoluto per la Slovacchia: la Nazionale di Bratislava non era mai riuscita a qualificarsi per i Mondiali, ma grazie a uno strepitoso cammino nel suo girone, è riuscita a terminare prima in classifica. 7 vittorie, 1 pareggio e 2 sole sconfitte in un raggruppamento composto anche dalla Slovenia (poi qualificata grazie agli spareggi), Repubblica Ceca, Irlanda del Nord e Polonia.

Graziano Rossi

Santa Maradona


“Tutti sanno che non ci possono sottovalutare”. Parola dell’ex pibe de oro. Siamo alle solite. Come prima di ogni mondiale che si rispetti, ecco arrivare i consueti proclami da Buenos Aires. L'Argentina, la delusione degli ultimi quattro campionati del mondo, ci riprova, per lo meno a parole. E Diego Armando Maradona, il commissario tecnico più discusso che la storia recente della nazionale albiceleste ricordi, ha lanciato la sua personale propaganda in diretta tv. Niente da dire su di lui come uomo di sport, per carità, che è stato probabilmente il calciatore più forte di sempre. I dubbi nascono però sulle sue effettive qualità come selezionatore. Poco più di due anni alla guida della nazionale sudamericana e ben 108 giocatori convocati. Che abbia avuto le idee leggermente confuse è tutto dire. Ora però “la lista dei 23 è quasi pronta”. L'attacco è da far girar la testa: Messi, Higuain, Aguero e Carlitos Tevez. A loro si aggiunge il pupillo del tecnico, il non più giovanissimo Martin Palermo. Trentasette anni da compiere, una carriera con pochi alti (per lo più in sudamerica) e molti bassi. A farne le spese a questo punto dovrebbe essere Diego Milito. Scelta piuttosto discutibile (per usare un eufemismo) vista la stagione del "Principe". Potrebbero restare a casa inoltre anche altri nomi eccellenti: Esteban Cambiasso e Javier Zanetti su tutti. A mio modestissimo parere (e chissà, magari verrò smentito in futuro) anche quest'anno la nazionale sudamericana ha un grosso handicap: il suo allenatore. D'altronde come dice un famoso proverbio: "Paese che vai, Lippi che trovi".


Michele Pisani

domenica 9 maggio 2010

I numeri di Sudafrica 2010





E’ la diciannovesima edizione dei Campionati del Mondo di Calcio. Per la prima volta si gioca in Africa. Dall'undici giugno all'undici luglio 2010: un mese esatto di partite.

Erano cinque le Nazioni in lizza insieme al Sudafrica, poi scelto come Paese organizzatore dei Mondiali: Egitto, Marocco, Libia e Tunisia (candidatura in comune).

Dieci stadi in nove città ospiteranno le sessantaquattro partite: si parte da Johannesburg, sede del primo match ma anche della finale, e si prosegue con Cape Town, Durban, Pretoria, Port Elizabeth, Bloemfontein, Nelspruit, Polokwane e Rustenburg, per un totale di cinquecentosettantaquattromilasettecento posti a sedere tra tutti gli impianti.

Settecentotrentasei i calciatori per trentadue Nazioni presenti in Sudafrica, divise in otto gironi da quattro squadre.

Prima volta assoluta ai Mondiali per la Slovacchia, mentre la Corea Del Nord torna a giocare ai Campionati del Mondo dopo quarantaquattro anni: l'ultima partecipazione risale infatti a Inghilterra 1966. E’ anche la prima volta che le due Coree (Nord e Sud) giocano nella stessa edizione.

In totale sono tredici le Nazioni non presenti a Germania 2006 che partecipano a Sudafrica 2010. Oltre a Slovacchia e Corea Del Nord, tornano a disputare match dei Mondiali la Nuova Zelanda e Honduras (ultima apparizione a Spagna ’82), l’Algeria (Messico ’86), la Grecia (USA ’94), il Cile (Francia ’98) e infine Sudafrica, Danimarca, Nigeria, Camerun, Slovenia e Uruguay, assenti da Corea Del Sud – Giappone del 2002.

Graziano Rossi

venerdì 7 maggio 2010

Caos Sud Africa..



A un mese dal Mondiale la capitale che ospiterà la prossima manifestazione calcistica è ancora in preda ad una quantità incredibile di problemi


Oltre ai ritardi strutturali nella costruzione delle infrastrutture, sia sportive che civili, si aggiungono: il rischio attentati, infiltrazioni di Al Qaeda, rischi ambientali e caos politico. La miccia che ha fatto esplodere la nuova crisi politica, rianimando i vecchi rancori razziali, è stata l’uccisione, meno di un mese e mezzo fa, di Eugene Terreblanche, ex leader del movimento per la supremazia bianca. Non si sa ancora bene se si tratta di un omicidio legato ai strascichi dell’apartheid, oppure (come molti ipotizzano) si tratta di un omicidio politico, legato all’ascesa vertiginosa del giovane Julius Malema (nero).

Malema al momento è molto più popolare dello stesso presidente Zuma, aiutato nella sua ascesa da una lingua incendiaria molto più acuta di quella del giovane Mandela, a cui il giovane non rinnega di ispirarsi, quando fondò il movimento Anc, che incitava alla rivolta contro l’oppressione dei bianchi. Il clima di tensione si è immediatamente riversato nella campagna limitrofe di Johannesburg e non solo, sino ad arrivare in città, dove sospinti dalle parole di Malema, i contadini delle bidonville hanno iniziato a reclamare con maggior forza la necessità di eliminare le ineguaglianze non solo a parole ma anche con i fatto, partendo dalla costruzione di case e ridistribuzione delle terre.

Le veementi proteste hanno riesumato subito i funerei dati che negli anni precedente, raccontano di 3 mila contadini bianchi uccisi dal 1994 ad oggi, andando a incendiare le paure di chi vive ancora in quelle zone, soprattutto i bianchi che hanno deciso di abbandonare la zona della capitale sud africana proprio in vista del Mondiali di Giugno, proprio mentre quelli che dovrebbero venire dall’Europa stentano a prenotare soggiorni a Johannesburg, dove i biglietti invenduti sono oltre un quarto di quelli a disposizione.

Tensioni infinite, scontri politici, le minacce di Al Qaeda, un nuovo clima di violenza e soprattutto il timore di una vendetta che proviene dal passato rischiano non solo di far risultato il prossimo Mondiale il “più grande flop” della storia della competizione ma soprattutto non riesce a dipingere il Sud Africa dei Colori della Nazione Arcobaleno che 16 anni fa aveva fondato Nelson Mandela.


Marco Iorio

FIFA Sokker-Wêreldbekertoernooi in 2010



Ebbene si. Altro giro, altro valzer, altro Mondiale. La diciannovesima edizione, per la prima volta nel continente nero: il Sudafrica è ufficialmente pronto. E pensare che sono già passati 4 anni dalle notti magiche (per noi italici) di Germania 2006. Totti a quel tempo già ciucciava il suo pollicione, Bergomi preparava le sue valige in diretta tv; il cielo era, nonostante l'ora tarda, fin troppo azzurro sopra Berlino. Fra 35 giorni saremo lì tutti quanti, nuovamente incollati davanti al televisore. Frittatona di cipolle, familiare di Peroni gelata e rutto libero. La citazione di fantozziana memoria è d'obbligo. Perchè noi italiani saremo lì, malgrado tutto, malgrado gli strascichi della nuova Calciopoli, malgrado ci sia ancora Lippi ad allenare la nazionale (senza Cassano, purtroppo), malgrado l'età pensionabile di capitan Cannavaro , malgrado MediaWorld cerchi ancora una volta dopo 4 anni di "regalare" televisioni.

E noi ci saremo. Sul divano di casa, nei pub, davanti ai maxischermi. Della crisi in Grecia, della macchia nera nel Golfo del Messico, delle case comprate da sconosciuti a Scajola, non ce ne importerà più nulla. Nessuna ombra intorno, solo tanti riflettori. E da buon italiano, coadiuvato da altre due giovani penne oscurantiste (Graziano Rossi e Marco Iorio) vi accompagnerò nei meandri di questo Mondiale che verrà. Buon divertimento.


Michele Pisani