
A meno di una settimana dall’inizio della più attesa delle kermesse Mondiali, torniamo a dare un occhiata sulle condizioni del paese ospitante.
Ebbene dopo un mese dall’ultimo articolo, il Sud Africa sta vivendo ancora giorni di grande confusione, tra ritardi negli impianti, mancanze gestionali e cronache poco incoraggianti sullo stato dell’organizzazione. Ma a far preoccupare oltre ogni modo gli organizzatori non sono i violenti episodi di questa settimana a termine della partita Nigeria va Corea del Nord o gli stadi ancora non terminati ma i pericolosi tentacoli che “l’industria del sesso” sud africana sta tendendo pericolosamente verso i turisti in arrivo. Infatti i quasi 300 mila turisti stimati che invaderanno Città del Capo, fanno gola non solo ai commercianti, albergatori e guide turistiche ma anche e soprattutto ai “boss del sesso a pagamento”. Preoccupata dal possibile arrivo in masse di nuove prostitute che si aggiungerebbero all’incremento ,già alto avvenuto nelle ultime settimane, l’amministrazione locale ha iniziato un duro “giro di vite” per evitare che la Capitale diventi un bordello a cielo aperto. In questo modo le agenzie di escort sono state già chiuse e contemporaneamente un reparto ad hoc della polizia, gli Vice Squad, sorvegliano costantemente le lavoratrici di strada. A confermare tale preoccupazione fu qualche settimana fa, Neil Arendse (portavoce del sindaco di Città del Capo) che all’Espresso dichiarò che il problema era reale e che si temeva l’arrivo in massa di giovani prostitute provenienti dal resto dell’Africa e dall’Est Europa, incremento registrato anche negli ultimi giorni quando è stata scoperta una cosa con molte giovani cinesi costrette a prostituirsi. Lo stesso Arendse conferma infatti come anche il problema del traffico di esseri umani, fosse una piaga già nota ma che rischia di espandersi in questi giorni. La controproposta sconvolgente, è invece arrivata dalle associazioni che assisto le lavoratrici del sesso che hanno proposto di depenalizzare la prostituzione in concomitanza della Manifestazione Mondiale. A sostegno di questa proposta si è esposta anche la Sex Worker Education and Advocacy Taskforce, che sostiene che le prostitute abbiamo già ricevuto intimidazioni dalla polizia di essere arrestate sia primi che dopo le partite di calcio e depenalizzando questo reato si farebbe rientrare nella legalità un fenomeno che si verificherebbe comunque.
Di fatto le autorità locali hanno già disposto la distribuzione gratuita di preservativi tra i tifosi e a chi parteciperà alle stesse partite ma di sicuro c’è il rischio di allargare un alveare di infezioni di Hiv in un paese dove già il 50% delle prostitute ne sono infette e dove 5,7 milioni di persone su 47 milioni sono sieropositivi.
Come sempre più che il calcio a preoccupare è ben altro…
Marco Iorio

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